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Marta Torbidoni nel Trovatore a Macerata, 'sarò Leonora spirituale e romantica'
In scena il 19 luglio: "nella vita sono pigra e amo i film horror, per l'amore c'è tempo"
Allo Sferisterio di Macerata il soprano marchigiano Marta Torbidoni (è originaria di Montemarciano in provincia di Ancona), aveva cantato da giovanissima come esponente del Coro Bellini. Il 19 luglio prossimo, vi tornerà per la terza volta come solista nel ruolo di Leonora del Trovatore di Verdi, dopo avervi interpretato Norma e Lady Macbeth e costruito una carriera internazionale che l'annovera tra i soprani di riferimento dell'opera verdiana nel mondo, consolidata dalle sue presenza alla Scala di Milano come Norma e Abigaille nel Nabucco. "È sempre una gioia per me tornare allo Sferisterio - racconta all'ANSA - è un luogo magico e le Marche sono casa mia. Questa è la mia ottava Leonora, che ho impersonato due volte anche al Comunale di Bologna: una donna dall'animo nobile e spirituale, un'eroina romantica e coraggiosa che non esita a sacrificarsi in nome dell'amore. Di qui l'interpretazione dovrà essere sempre attenta - ha continuato Torbidoni - a mantenere una linea di canto mai di forza, ma sempre dolce ed elegante, quasi angelico, con molta attenzione ai legati e alle sfumature". Di fronte a un'esperienza così consolidata, anche il regista Francisco Negrin (sostituito nella ripresa dell'opera da Angela Saroglou), ha avuto poco da aggiungere, confessa Torbidoni, se non concentrarsi sulla messinscena, che sarà estremamente dinamica. Per inquadrare la linea spazio temporale dell'opera, in cui le vicende del passato condizionano con inesorabile predestinazione quelle del futuro, ha infatti costruito due enormi tavoli da cui i protagonisti salgono e scendono in continuazione cantando: "una vera prova da ginnasti". E dire che la cantante definisce essere il suo peggior difetto la pigrizia: "non tanto per quanto riguarda il lavoro, ma il movimento - ammette -. Per vincerla ho perfino fatto un abbonamento annuale di pilates in una palestra, ma ancora è quasi intonso". Per il resto, la sua incrollabile determinazione, che considera la sua migliore qualità, la spinge a continuare a studiare e ad allenare la voce almeno due ore al giorno, e da dieci anni con la stessa insegnante: il grande soprano Mirella Devia. "Un impegno - prosegue - che fino a ora non le ha lasciato spazio per l'amore", ma che gli permette comunque, nei ritagli di tempo, di coltivare un hobby inconsueto: la passione per i film horror. Folgorata dalla "Traviata" e da Verdi fin da giovanissima, che definisce il suo compositore preferito, ammette di non avere particolari sogni nel cassetto, se non quelli d'interpretare opere che ancora non ha fatto e godersi un po' di vacanze nella sua amata casa di Montemarciano con la sua famiglia, il sole e il mare. Naturalmente, prima dei prossimi impegni come Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart e Lady Macbeth nel Macbeth di Verdi alla Scala di Milano il prossimo anno.
A.Williams--AT