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Serena Brancale, 'la mia lettera a mamma una cura alla nostalgia'
A Sanremo un brano creato in 6 anni. Eurovision? Si può dare un messaggio anche andandoci
(di Cinzia Conti) Con Galleggiare è stato il primo Sanremo, "il più incosciente, acerbo, però un'iniziazione alle cose giuste". Poi l'anno scorso Anema e core la festa del ritorno, "un secondo Sanremo di felicità dopo dieci anni". Quest'anno, dopo un'estate "stupenda, fatta di concerti incredibili dove ha dovuto raccontare a cinesi, coreani e newyorkesi" le sue hit, ad affrontare l'Ariston c'è la Serena Brancale più intima e più vera, quella pronta a mettere a nudo un dolore enorme con una canzone come "Qui con me". "È una lettera dedicata a mia madre scomparsa - racconta emozionata l'artista, polistrumentista, performer e compositrice - e ora sono qui con la consapevolezza di voler cantare finalmente e portare qualcosa di importante, per cui il vestito va in secondo piano e la voce diventa protagonista di tutto. Ci ho messo 6 anni per arrivare a questo perché avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste, soprattutto con tanto silenzio perché è un brano che ha tanti respiri e nei respiri c'è tanta musica. Quest'anno non ho nessuna maschera, non gioco nessun colore, gioco quella che sono con quello che ho provato e quello che voglio raccontare. La verità è quello che porto sul palco, qualcosa che mi farà emozionare tantissimo". Racconta che in queste ore ha visto il videoclip che sta realizzando in un turbine di sentimenti: "È raccontare una cosa che ti ferisce e continua a ferirti, che però hai metabolizzato. Quindi la verità è quello che porto sul palco quest'anno". L'artista ha anche un piano alternativo perché la lacrima è facile: "Sarà un'esibizione molto scarna e per concentrarmi al meglio cercherò di guardare un punto, sicuramente non il gobbo, penso che non muoversi sia la cosa più emozionante, non voglio fare niente e nemmeno toccare l'asta del microfono, voglio che la voce si avvicini al microfono ma non voglio gesti da cantante. Ho delle persone che voglio pensare se mi emoziono, sono mio padre, mio fratello, è la forza che mi danno loro nel farlo". In particolare confessa il punto più delicato della canzone è quello in cui descrive lei e la mamma come se fossero davanti a uno specchio, "due gocce d'acqua che non si perdono nel mare mai": "Se proprio dovessi pensare a questo brano come qualcosa di concreto, visto che lei amava dipingere, io penso proprio a un quadro inesistente dove sono dipinte le nostre mani e i nostri profili perché incomincio sempre di più ad assomigliare a lei, sia fisicamente, sia nella voce, nel sorriso e sia nelle cose che dico a mio fratello più piccolo. È una cosa tragicomica" ammette con un sorriso. Brancale non si tira indietro nemmeno quando le viene chiesto se ha le spalle forti per affrontare le eventuali critiche di chi banalmente l'accuserà di aver fatto una furbata perché parlare della mamma è nazional popolare: "Non mi faccio troppe domande, perché poi non fai più questo mestiere. Facciamo che scrivo e poi vediamo, tanto le critiche ci saranno sempre. L'anno scorso quante parole pure per il capello biondo. Sarà bello, mi emozionerò, mi basta questo". Poi confessa che 'Qui con me' è molto legata al Sud e alla Puglia: "È tanto la mia terra perché ci saranno anche delle sorprese legate ad essa. Ma è una lettera d'amore e non è neanche un brano troppo nostalgico, anzi io voglio pensare che sia una cura alla nostalgia. Di base racconto una cosa che mi fa male, però decido di raccontarla serenamente, è il rapporto che avevo con mia madre, mia madre che cantava e io continuo a cantare per lei". Confermata la presenza della sorella Nicole Brancale a dirigere l'orchestra: "È il mio portafortuna e con questo brano soprattutto non poteva mancare, non potevo pensare di guardare durante la performance una persona non legata a questo brano. Vederla con gli occhi lucidi ieri alle prove è stato emozionante. Voglio convincere mio padre a venire, non so se riesco". Immancabile la questione Eurovision, dopo che Levante ha detto che in caso di vittoria non parteciperà per la presenza di Israele: "Non lo so, - dice Brancale -, darò una risposta migliore più avanti perché ora penso solo a tutto quello che posso dare in quelle serate. Sicuramente una posizione verrà presa ma penso che dai un messaggio pure andandoci, non è soltanto facendoti da parte e quindi vedrò, semmai, ci penserò nel momento giusto". Sull'esperienza all'estero spiega: "Quando vai in posti come il Blue Note di New York dove c'è stato Ray Charles hai sempre un po' la paura, magari ti vergogni della pronuncia. Invece penso sempre che sono fortunata, che quello che porto lì loro lo adorano. Quindi è bello ricordarsi di essere italiano all'estero". Sul post Sanremo infine dice: "Un album uscirà sicuramente perché ho tante cose da raccogliere in questi due anni meravigliosi che vanno dal baile funk brasiliano a tutto il lavoro fatto sul dialetto - polemica annessa - è stato tutto bellissimo ne vado fiera. Io volevo chiamare quest'album (però non l'ho detto al mio manager) 'Il diavolo e l'acqua santa' perché esattamente io mi ritrovo in queste due parti". Infine, alla domanda su come abbia regito la sua famiglia a "Qui con me", si capisce che davvero Serena Brancale quest'anno è senza maschere e filtri: "Non sapevano se fossi pronta" dice e le lacrime sgorgano finalmente liberatorie.
D.Lopez--AT
