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Opec+ conferma lo status quo, produzione di petrolio resta invariata
Linea non cambia nonostante oscillazioni dei prezzi e tensioni Usa-Iran
L'Opec+ sceglie ancora lo status quo a fronte delle recenti oscillazioni del prezzo del petrolio e dell'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Gli otto paesi dell'organizzazione, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno esaminato le condizioni e le prospettive del mercato in una riunione virtuale e - come già a gennaio dopo il blitz Usa Venezuela - hanno ribadito la loro linea scegliendo ancora una volta per la sospensione di ogni incremento di produzione fino a marzo. "I paesi - si legge in un comunicato rilasciato sul sito dell'Opec - continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro continuo impegno a sostenere la stabilità del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per continuare a sospendere o annullare gli ulteriori aggiustamenti volontari della produzione". La prossima riunione degli otto membri dell'Opec+, che da soli producono circa la metà del petrolio mondiale, è fissata il primo marzo 2026.
A.Ruiz--AT