-
Vicenza Jazz, dedicato a Miles Davis il festival del trentennale
-
Mit, regole chiare per la revisione dei prezzi nei lavori pubblici
-
Lancia sonda a 34,5 Km nell'atmosfera, nuovo record per il giovane lanciatore di razzi
-
Red Bull Ivy 2026, il gran finale incorona i vincitori sulla parete di Buccinasco
-
Jodar batte Kopriva a Madrid, ai quarti affronterà Sinner
-
Arbitri: Collegio di garanzia, terminata l'udienza di Zappi
-
La cometa interstellare 3I/Atlas è composta da acqua aliena
-
Dumont alla Quinzaine di Cannes con una storia sull'infanzia coprodotta dall'Italia
-
Sal Da Vinci a Belve, Cazzullo? Forse anche lui canticchia la mia canzone nella doccia
-
'Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace'
-
Giudice sportivo: un turno a Cancellieri, El Aynaoui e Valentini
-
Fibre Net e Kerakoll siglano un accordo per un polo europeo del rinforzo strutturale
-
Angelica Bove, nuove date al Tana Tour 2026 in partenza il 22 maggio
-
Al Petruzzelli omaggio a Nino Rota, un libro e un concerto
-
Ricerca, l'impatto sul Pil degli over 65 è di 363 miliardi
-
Prende piede l'osteopatia veterinaria, ultima frontiera del benessere di cani e gatti
-
Inclusione e disagio giovanile fra i temi nei film del festival Tulipani di seta nera
-
Gli Emirati Arabi escono dall'Opec e Opec+, nuova strategia
-
Tennis: Sinner, "Va bene giocare a qualsiasi ora ma si deve migliorare"
-
Kokuho, l'estetica del Giappone tra kabuki e yakuza
-
Centrale solare di Neoen ad Arena Po per data center Equinix
-
La fiducia dei consumatori Usa sale oltre le attese
-
Antonello Venditti, in occasione della maturità esce il nuovo album live 'Daje!'
-
Atletica: Battocletti e Kipsang vincono il World Athletics Cross Country Tour
-
Il Brighton lancia le donne, ecco il primo stadio femminile in Europa
-
Luna, segni di corrosione sui moduli per la stazione orbitante Gateway
-
Borsa: l'Europa fiacca dopo Wall Street, Milano +0,8%
-
Leonardo, S&P conferma il rating e alza l'outlook a positivo
-
George Clooney su Ocean's 14, si gira tra circa nove mesi
-
Clara sarà madrina della nona edizione del Filming Italy Sardegna Festival
-
Calcio: Calzona saluta la Slovacchia 'grazie per avermi reso migliore'
-
Wall Street apre contrastata, Dj +0,24%, Nasdaq -1,09%
-
Tumore del seno, l'Ausl di Modena studia impiego dell'IA nello screening mammografico
-
Usa, la benzina sale a 4,18 dollari al gallone, massimi da agosto 2022
-
Il petrolio sale a New York a 100,3 dollari
-
Al Festival Aperto di Reggio Emilia, l'opera di Maurice Ravel 'L'heure espagnole'
-
Champions: Simeone 'nessuna pressione, ma una grande responsabilità'
-
Torino, Città della Salute taglia il traguardo dei 1300 trapianti di cuore e polmone
-
Willie Peyote, il 15 maggio il disco 'Anatomia di uno schianto prolungato'
-
Una pellicola antivirale per smartphone e ospedali più sicuri
-
'Mousikè', più di 20 concerti nel festival della Scuola di Fiesole
-
A Palazzo Gucci di Firenze la prima mostra firmata da Demna
-
Yellow letters, quando la censura vuole cancellare vite e diritti
-
Tennis: Musetti fuori agli ottavi, ko con Lehecka
-
Torna a solcare la Puglia Porto Rubino, festival in tre tappe di musica e parole
-
Si gira Iside di Maria Sole Tognazzi con Bellucci, Trinca, Vergano e Insolia
-
Milleri, 'su Mps voto unanime del board Delfin, guardiamo ai risultati'
-
Borsa: l'Europa si muove in calo con i future sul Nasdaq negativi
-
Tar Lecce sospende lo stop alla centrale termoelettrica dell'ex Ilva
-
Milleri, 'Lmdv sale in Delfin? Semplificazione è sempre una cosa buona'
Kokuho, l'estetica del Giappone tra kabuki e yakuza
Il regista, è vero ci sono collegamenti tra questi due mondi
(di Francesco Gallo) È proprio vero: a volte si apprezza di più una cultura che non è la tua originaria. È il caso del regista Lee Sang-Il uno 'zainichi', ovvero un coreano naturalizzato giapponese da tre generazioni, che a un certo punto affronta un film come 'Kokuho - Il maestro di kabuki', già alla Quinzaine di Cannes 2025 e dal 30 aprile in sala con Tucker Film. Tratto dal romanzo omonimo di Yoshida Shūichi, il film non solo tratta di kabuki, forma teatrale tra dramma, musica e danza all'interno di una forma rigida e inalienabile, ma utilizza anche come protagonista il figlio di un boss della yakuza, organizzazione criminale dove, come nel kabuki, tutto è scandito in forme altrettanto inalienabili. "Sicuramente la violenza della yakuza è molto lontana dal mondo dell'arte del kabuki - dice il regista oggi a Roma -, ma effettivamente il forte legame che si crea tra padre e figlio è lo stesso. E poi in questi due mondi vale il rispetto delle regole e non si accetta qualcuno che venga dall'esterno: sono entrambi ambienti molto chiusi". Ecco la storia di questo film pieno di poesia e grazia tanto da annichilire anche la sua durata di circa tre ore: Nagasaki, 1964 - Il giovane Kikuo (Soya Kurokawa/Ryo Yoshizawa), figlio di un boss della yakuza, si fa notare durante un banchetto esibendosi in un ruolo kabuki femminile. Tra gli ospiti l'attore kabuki Hanjiro Hanai (Ken Watanabe) riconosce immediatamente il talento del quattordicenne. Dopo la morte violenta del padre di Kikuo, Hanjiro accoglie il ragazzo e si trasferisce con lui a Osaka. Lì, Kikuo cresce insieme al figlio di Hanjiro, Shunsuke (Keitatsu Koshiyama/Ryusei Yokohama). Nonostante le loro diverse origini, i due ragazzi stringono una forte amicizia, mentre vengono formati da Hanjiro. Solo uno di loro però diventerà il più grande maestro di kabuki della sua epoca dopo aver attraversato la più incredibile delle epopee. "Circa quindici anni fa, mi è venuta l'idea di realizzare un film sugli onnagata (attori maschi che interpretano personaggi femminili) nelle rappresentazioni kabuki. Ho fatto molte ricerche, ma per me era ancora più essenziale raccontare il legame profondo tra Kikuo e Shunsuke. I due sono come yin e yang e quando salgono sul palcoscenico le loro anime sembrano fondersi. Con questo in mente, durante lo sviluppo della sceneggiatura, ho estratto con cura scene che rappresentassero simbolicamente gli alti e bassi della vita di questi due uomini, che, progressivamente, finiscono per diventare una cosa sola. Gli onnagata hanno una qualità senza tempo - continua il regista -, sono una rappresentazione androgina dell'altro. Sono atipici, unici nel loro genere. Sono sensuali in modo sofisticato e la loro sensualità colpisce in modo inaspettato". "Il kabuki - spiega infine Lee Sang-il - è un simbolo di inestimabile valore culturale ed è governato dal principio della discendenza: l'arte viene tramandata dai padri ai figli, e poi ai nipoti, per continuare a garantirle il rango di 'tesoro nazionale'. Questo, per gli eredi, rappresenta un privilegio ma anche una maledizione: devono dimostrare costantemente il loro talento e la loro passione. Sono messi costantemente a confronto e devono superare il talento di chi li ha preceduti. In questo ecosistema chiuso e ristretto, gli attori salgono sul palco con un destino predeterminato. E, una volta sul palco, vi rimangono fino all'ultimo respiro…".
R.Garcia--AT