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Enrico Rava, 'amo la tromba suonata in un certo modo'
L'artista di nuovo primo nella classifica di Musica Jazz
(di Luciano Fioramonti) ''Non amo lo strumento in sé, in certi posso anche detestarlo. Mi piace la tromba suonata in un certo modo''. Enrico Rava, gigante del jazz italiano e internazionale, commenta così il rapporto con la sua compagna di avventure di una vita e la proclamazione di musicista dell' anno nella classifica Top Jazz 2025 del mensile Musica Jazz. Una conferma, per il grande trombettista che alla bella età di 86 anni continua a mietere successi, dopo l' affermazione nel 2024 come formazione e disco dell' anno con i suoi Fearless Five, e a mettersi in gioco suonando e registrando con altri artisti. ''Non credo - dice all'ANSA - che la tromba piaccia più di altri strumenti. Allo stesso tempo, il primo grandissimo jazzista a livello di popolarità è stato Armstrong e poi Miles. Forse per questo motivo c'è stata un'attenzione privilegiata sullo strumento. Come non pensare, però, a Keith Jarrett o Coltrane?''. La passione per la tromba ha origini antiche. ''Sin da ragazzino sono stato appassionato di jazz - spiega -. Mi innamorai subito della tromba di Bix Beiderbecke, su cui peraltro Pupi Avati ha fatto un film. Poi ho scoperto Armstrong e, infine, Miles. Quando l'ho visto dal vivo in concerto a Torino nel '56 è stato meraviglioso, come personaggio e musicista. Aveva carisma. Mi colpì moltissimo, il giorno dopo comprai una tromba''. E' cambiata nel tempo la risposta degli appassionati di jazz? ''Il pubblico è cresciuto sicuramente - osserva - come anche il numero di manifestazioni e di concerti; c'è un'attività molto intensa in Italia. Forse dipende anche dal fatto che i dischi stanno scomparendo e i concerti sono diventati l'unico modo per ascoltare la musica. Ultimamente vedo anche dei giovani tra il pubblico. Allo stesso modo, il pubblico del jazz non mi sembra sia cambiato, è aumentato quello sì, ma cambiato non direi. In genere, vedo molti concerti tutti esauriti, sia nelle grandi città sia in piccoli paesi. È un buon segno''. Progetti? ''Alla mia età non si fanno progetti per il futuro. C'è però un nuovo disco con il mio gruppo Fearless Five e la partecipazione di Joe Lovano che dovrebbe uscire prima dell'estate e un tour in molte città italiane che partirà in primavera''. Rava sarà in concerto il 25 febbraio a Monopoli con il suo quintetto Fearless Five e ad aprile sarà impegnato in un lungo tour che partirà il 3 e 4 aprile dal Blue Note di Milano, per proseguire a Correggio, Bologna, Vicenza, Mantova e in altre città italiane. Un altro trombettista, Jacopo Fagioli, è stato premiato dal referendum di Musica Jazz come ''nuovo talento''. Classe 1997, nato a Prato, il giovane musicista osserva che il suono che viene dalla bocca ha un'affinità col parlare, col cantare e di conseguenza una forte connessione con la melodia. ''Quando un trombettista arriva a padroneggiare veramente la tecnica dello strumento, si ha la sensazione quasi che stia parlando, sono le labbra che entrano in vibrazione e creano il suono. La tromba è solo una specie di amplificatore, in un certo senso. Per cui si avvicina tantissimo alla voce in questo senso, anche a livello mentale e di sensazione''. ''Il pubblico del jazz è sicuramente in crescita - sottolinea -. Le generazioni più giovani hanno desiderio non solo di conoscere questa musica, ma soprattutto di partecipare a qualcosa, di vivere delle esperienze che vadano anche al di là del singolo concerto. Credo sia possa lavorare anche sulla comunicazione. Ho visto che sui social stanno emergendo nuove figure di riferimento che fanno un ottimo lavoro di divulgazione facendo scoprire artisti molto interessanti''. Fagioli ha recentemente ha pubblicato il suo secondo album Dialogue alla guida di un quartetto e sta lavorando a diversi progetti da proporre ai Festival e ai Club. ''Ho in programma anche altre collaborazioni con musicisti che stimo e con cui sento di poter crescere e arricchirmi musicalmente''.
A.Ruiz--AT
