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Il raro Stiffelio di Giuseppe Verdi in scena a Modena e Reggio Emilia
Dal 9 gennaio con Gregory Kubde protagonista e Pier Luigi Pizzi regista
La prima opera del 2026 delle stagioni del Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena (il 9 gennaio alle 20 e l'11 alle 15.30) e del teatro Valli di Reggio Emilia (il 16 e 18 gennaio agli stessi orari) sarà Stiffelio di Giuseppe Verdi, un titolo di passaggio tra le opere giovanili e i drammi borghesi della maturità verdiana. L'opera è proposta in un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza dal quale proviene il Coro preparato da Corrado Casati. In buca, l'Orchestra Toscanini diretta da Leonardo Sini. Il tema di Stiffelio è quello dell'adulterio e del perdono, che provocò la censura dell'opera alla sua nascita, e costituisce il nucleo di un dramma di grande modernità. "Verdi osò raccontare la vicenda di un pastore protestante che vuole divorziare dalla moglie accusata di adulterio - spiega Pizzi, che firma una regia attenta all'attualità del conflitto - due secoli fa fu uno scandalo". Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, Stiffelio debuttò a Trieste nel 1850, fu poi ritirato da Verdi proprio a causa della censura. Recuperato integralmente nel Novecento, rivela oggi un'opera di sorprendente attualità e intensità teatrale. Col novantacinquenne artista milanese hanno collaborato Massimo Gasparon alle luci, Serena Rocco alle scene, Lorena Marin per i costumi e Matteo Letizi per i video. Nel ruolo del titolo debutta il settantunenne tenore americano Gregory Kunde, affiancato da Lidia Fridman (Lina) e Vladimir Stoyanov (Stankar). Per gli altri ruoli, completano il cast Carlo Raffaelli, Adriano Gramigni, Paolo Nevi e Carlotta Vichi.
Ch.Campbell--AT