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Il 99% degli attori Gb vota contro la scansione digitale, pronti a sciopero anti-IA
Temono di essere trasformati in 'cloni'. Protesta simile a quella negli Usa
Gli attori dell'industria cinematografica e televisiva del Regno Unito, rappresentati dal sindacato di categoria Equity, hanno votato a larga maggioranza per rifiutare la scansione digitale delle loro sembianze fisiche temendo che vengano poi utilizzate nelle produzioni dall'intelligenza artificiale: una mossa che potrebbe aprire la strada a un vero e proprio sciopero in futuro. Un'iniziativa in linea con quanto già accaduto a Hollywood, con le proteste di sceneggiatori e attori che avevano paralizzato il settore nel 2023. Agli iscritti di Equity era stato chiesto di esprimersi rispetto alla pratica comune con cui le sembianze degli attori vengono acquisite per uso futuro, e il 99% dei votanti ha scelto di opporsi, anche a fronte del rischio di vedersi trasformati in 'cloni' digitali. "Il novanta per cento della tv e del cinema è realizzato sulla base di questi accordi. Oltre tre quarti degli artisti che vi lavorano sono iscritti ai sindacati. Questo dimostra che sono disposti a interrompere le produzioni se non vengono rispettati i loro diritti", ha dichiarato il segretario generale di Equity, Paul Fleming. In seguito a questo voto, il sindacato ha annunciato che chiederà formalmente alla Producers Alliance for Cinema and Television (Pact), l'associazione che rappresenta la maggior parte delle società di produzione cinematografica e televisiva britanniche, di sedersi al tavolo delle trattative con una proposta per tutelare la categoria degli attori rispetto all'uso dell'intelligenza artificiale. In caso contrario verrà organizzata una seconda votazione per indire uno sciopero. L'iniziativa degli attori del Regno arriva dopo quelle avviate nel mondo della musica, come la protesta guidata da sir Paul McCartney che con altri famosi cantanti e musicisti hanno levato la voce contro l'uso indiscriminato dell'IA e in particolare la normativa voluta dal governo britannico di Keir Starmer per facilitare l'espansione del business tecnologico ad essa connesso, con ricadute sul copyright e la tutela della creatività degli artisti.
W.Stewart--AT