Arizona Tribune - Vibrisse artificiali per droni capaci di volare al buio e nel fumo

Vibrisse artificiali per droni capaci di volare al buio e nel fumo
Vibrisse artificiali per droni capaci di volare al buio e nel fumo

Vibrisse artificiali per droni capaci di volare al buio e nel fumo

Ispirati a quelle dei topi, permettono di navigare usando il tatto

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Potranno presto volare in maniera autonoma nell'oscurità, nella polvere e nel fumo, i piccoli droni equipaggiati con vibrisse artificiali ispirate a quelle di topi e ratti. La coppia di lunghe vibrisse montata sulla parte anteriore consente infatti al drone di fare affidamento non sulla vista ma sul tatto, in modo da poter esplorare ambienti sconosciuti o con scarsa visibilità, dove le tradizionali telecamere diventano inaffidabili. L'innovativa soluzione, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è stata messa a punto da tre ricercatori dell'Università Tecnica di Delft, nei Paesi Bassi. Ogni vibrissa è dotata di tre sensori di pressione miniaturizzati situati alla base, che consentono al drone di rilevare il contatto in tre dimensioni. Quando la vibrissa si piega, le variazioni di pressione permettono di localizzare posizione e distanza del punto di contatto: in questo modo, il drone è riuscito a evitare ostacoli, esplorare spazi chiusi seguendo le pareti e volare nell'oscurità. Una delle sfide principali affrontate dal gruppo coordinato da Salua Hamaza è consistita nel riuscire a separare i segnali di contatto da quelli di disturbo causati dal drone stesso. La soluzione è arrivata grazie a un software avanzato di bordo, che elabora i dati in tempo reale e riesce a distinguere le informazioni di contatto significative dalle turbolenze generate dalle eliche del drone. Il tutto impiegando solo 34 kilobyte di memoria, lo stesso spazio occupato da una decina di e-mail di solo testo prive di link e allegati. Ciò ha consentito al drone di rimanere piccolo e leggero, caratteristiche importanti per l'esplorazione degli ambienti. "Volevamo dimostrare - dice Chaoxiang Ye, primo firmatario dello studio - che l'integrazione del senso del tatto non deve necessariamente comportare compromessi in termini di dimensioni o potenza di calcolo".

W.Morales--AT