-
MotoGP Qatar: Bezzecchi domina a Lusail, Marquez rinvia il titolo
-
Muric 6, Laurienté 4,5: le valutazioni di Feralpisalò contro il Roma
-
Dreame SF25: recensione del tritarifiuti che riduce i rifiuti organici del 90%
-
Tesla interrompe la produzione del Cybertruck nel 2027 per il Cybercab
-
Sanità privata e SSN: la critica alle liste d'attesa infinite e alla burocrazia
-
Vista dell'aquila: sfatiamo il mito delle otto volte migliori
Visti gli elementi finora mancanti delle esplosioni stellari
Osservati a raggi X cloro e potassio nella supernova Cassiopea A
Osservati nei resti di una stella esplosa, la supernova Cassiopea A, nuovi indizi sull'origine di alcuni degli elementi 'mancanti' dell'universo: il cloro e il potassio. Una scoperta coordinata da Kai Matsunaga, dell'Università di Kyoto e alla guida della Collaborazione Xrism, un telescopio a raggi X dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, e pubblicata su Nature Astronomy che aiuta a far luce sui meccanismi che portano alla formazione di nuovi elementi all'interno delle stelle. E' noto che dopo aver consumato attraverso i processi di fusione tutto l'idrogeno disponibile, le stelle, a seconda della loro massa, continuano a bruciare fondendo tra loro i nuclei di elementi via via più pesanti fino a che questi meccanismi non si interrompono portando in alcuni casi all'esplosione della stessa stella, la cosiddetta supernova. Proprio per questo le stelle sono delle vere e proprie fabbriche di elementi che altrimenti non esisterebbero. Un meccanismo per gran parte compreso ma che non sempre trova riscontro nelle osservazioni, ad esempio risultava ancora mancante una grande quantità di cloro e potassio previsto a livello teorico. Usando però ora il nuovo telescopio a raggi X Xrism, lanciato nel 2023, i ricercatori giapponesi sono riusciti per la prima volta a analizzare in dettaglio gli elementi presenti nei resti di una supernova, denominata Cassiopea A, e osservare grandi quantità di cloro e potassio. I nuovi dati dimostrano l'accuratezza dei modelli teorici esistenti e che tali discrepanze erano dovute semplicemente ai limiti di accuratezza dei telescopi precedenti. Inoltre, aiuta a capire meglio quel che avviene durante le ultime fasi di vita delle grandi stelle, poco prima della loro esplosione, e di come cloro e potassio vengano distribuiti nel resto della galassia.
W.Stewart--AT