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Divieto ai social per gli under 16 in Gb, è polemica tra Washington e Londra
Ambasciata Usa, 'a rischio libertà di espressione'. Il governo Starmer, 'decidiamo noi'
È polemica tra Washington e Londra sul progetto di divieto parziale ai social media per gli under 16 che il premier britannico Keir Starmer è intenzionato a introdurre nei prossimi giorni. A scatenarla la presa di posizione dell'ambasciata statunitense nel Regno Unito, che ha presentato una memoria alla consultazione pubblica in materia avviata dal governo laburista sottolineando che le restrizioni violerebbero la libertà di espressione, oltre a sollevare preoccupazioni per gli "oneri di conformità sproporzionati" sui colossi tecnologici americani. Si è così innescato un nuovo botta e risposta tra l'amministrazione Trump e l'esecutivo laburista, con la ministra per l'Innovazione e la Tecnologia, Liz Kendall, che ha respinto le critiche in quanto le decisioni verranno prese "nell'interesse dei bambini, dei giovani e delle famiglie britanniche". "Essere adescati online non ha nulla a che fare con la libertà di espressione", ha aggiunto Kendall, sottolineando che spetta a Londra decidere in materia. Non è la prima volta che Washington interviene nei rapporti col Regno rispetto alla regolamentazione digitale. La Casa Bianca aveva già avvertito Starmer di smettere di "minacciare" le aziende tecnologiche americane, dichiarando di monitorare l'Online Safety Act, la stretta introdotta per tutelare i minorenni online, con "grande interesse e preoccupazione". Ieri sir Keir aveva anche annunciato un ultimatum di tre mesi alle big tech per obbligarle a impedire lo scambio di immagini a sfondo sessuale sui telefonini e i tablet dei minorenni.
E.Flores--AT