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Ermal Meta, una ninna nanna per i bimbi spezzati di Gaza 'figli di tutti'
Eurovision? Tanti modi per protestare, anche portare una canzone come questa
(di Cinzia Conti) "Stella stellina / La notte si avvicina / Non basta una preghiera / per non pensarci più / Dalla collina si attende primavera / Ma non c'è quel che c'era / Non ci sei più tu". Ermal Meta si prepara a un grande ritorno a Sanremo e all'uscita del suo sesto album "Funzioni Vitali" con un tema scottante che non permette sconti e con un dolore che non conosce anestetico. E' tra le strade fatte a pezzi di Gaza (anche se non la nomina mai), stretto "tra muri e mare", con una delle ninne nanna più dorate della nostra infanzia. Ma, accompagnato da un sottofondo mediorientale e dall'oud (una "trovata dell'amico di sempre" Dario Dardust con cui farà anche il duetto), quello che canta è una morte ingiusta di uno dei tanti bambini palestinesi. Una piccola che non ha nome né volto, ma solo manine che fino a poche ore prima stringevano forte una bambolina. "Lo so, - dice in un'intervista - avrei potuto scrivere di tante altre cose. Molti miei amici mi hanno consigliato, visto che ho avuto una figlia, di scrivere un pezzo per lei. Ma ci sono dei momenti in cui è importante anche parlare dei figli degli altri, o meglio, dei figli di tutti. Quello che sta accadendo in Palestina, penso che sia sotto gli occhi di tutti, è qualcosa di estremamente grave, è un'emergenza, una catastrofe umanitaria. Adesso, lungi da me fare politica, perché un artista non affronta così, credo, quello che scrive. Non voglio generalizzare ma io lo vedo sempre da un punto di vista 'umano', perché credo che sia giusto vederlo da questo punto di vista. Io non voglio discostarmi da quello che provo. Non voglio allontanarmi da quello che provo. E soprattutto non lo voglio edulcorare, non lo voglio mascherare". E lo strazio di non volere né potere lenire il dolore viene raccontato anche dal brano: "Ho cercato di strapparmi il cuore / Perché senza non si muore / Ma ho avuto paura nel mentre di non sentire più niente". L'artista spiega anche di come il fatto di essere un padre - della piccola Fortuna, nata nel 2024, ma anche di due ragazze conosciute con la sua compagna in un orfanotrofio in Albania e adottate - abbia cambiato anche la sua "sensibilità artistica, che è molto assoggettata alla sensibilità umana": "La tua capacità di essere empatico aumenta, quindi quando il tuo cuore si allarga in qualche modo e la tua pelle si assottiglia, probabilmente filtrano altre cose...". Ermal Meta canta i piccoli palestinesi ma non dimentica i bambini vittime delle guerre del mondo: "Può essere una qualunque bambina innocente, è ovvio che sia così, perché i bambini non devono pagare il prezzo della follia degli adulti. Certo io racconto ciò che mi ha spinto a scriverlo, quindi da dove arriva la luce che entra nel prisma. Ma poi può andare a finire in tante direzioni diverse, può espandersi. Però - sottolinea con forza , non facciamo l'errore di definire 'guerra' quello che succede a Gaza, perché non è una guerra, è un massacro". Nasce quindi spontaneo parlare della sua posizione sull'Eurovision: "Ci ho riflettuto abbastanza e penso che ci siano diversi modi di protestare. L'Albania per 47 anni ha vissuto sotto il tallone d'acciaio della dittatura comunista e non potevi protestare apertamente, perché finivi direttamente fucilato o impiccato. C'era un altro modo per protestare ed era il silenzio, informarsi in modo diverso, in maniera alternativa. Anche lì se ti beccavano, finivi nei campi di concentramento o meglio di 'rieducazione politica' li chiamavano. Nell'89 è caduto il muro di Berlino e delle teste si sono levate senza avere la paura di essere staccate, come è accaduto a mio nonno a solo 30 anni. Poi è arrivato il '90 e i movimenti studenteschi si sono sollevati con una tale forza tutti insieme. Tutto è partito da Tirana, io quel giorno c'ero in piazza e ho visto cos'è successo: se quel giorno non ci fossero state le persone in piazza non avremmo raggiunto la libertà". E quindi dice: "Ci sono diversi modi per protestare, uno di questi è il silenzio, uno è anche boicottare e un altro è esserci e dire la propria. Con il messaggio che ha Stella Stellina, penso che sarebbe sbagliato non andarci". Nel nuovo album di inediti 'Funzioni vitali' in uscita il 27 febbraio, dalla scrittura "breve ma intensa" che gli ha risucchiato "molta energia emotiva", Ermal Meta propone un viaggio nel tempo tra Levi's consumati, braccialetti della fortuna, droni, terre lontane e vicine e la sana quotidianità delle piccole cose come un piatto di 'spaghetti in bianco' con sonorità nuove, ricerca musicale e un approccio narrativo più profondo. E c'è addirittura la mitica DeLorean: "Io non so se cambierei qualcosa, - dice citando Ritorno al Futuro - perché poi ogni minimo cambiamento del passato può avere terribili conseguenze sul futuro. Non cambiare niente Marty. Però sicuramente mi sarebbe piaciuto tanto conoscere mio nonno. Chi l'ha conosciuto, lo descrive come un grande uomo". E sul festival, dove Ermal Meta ha sempre fatti incetta di podi, premi della critica e vittorie indimenticabili, dice: "Sono molto emozionato, anzi scalpito. Anche perché l'ultima volta è stata nel 2021 e il mio ultimo ricordo del festival è di una sala vuota per il Covid, 'giù i braccioli, sù i braccioli', la genialata di Fiorello, però la presenza del pubblico cambia tutto. Non vedo l'ora di provare di nuovo quella sensazione che, anche se hai tutta l'esperienza del mondo, ti stringe lo stomaco un attimo prima di uscire sul palco che ancora non so ancora se mi piace o no". Dopo Sanremo, Ermal Meta porterà il nuovo repertorio insieme ad altri brani nei club italiani con il tour "Live 2026 - Club" che partirà il 29 aprile dall'Afterlife di Perugia e toccherà Firenze, Bologna, Milano, Padova, Torino, Roma, Molfetta (Bari) e Napoli. Sarà inoltre il Maestro Concertatore della Notte della Taranta.
A.Moore--AT