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Sighvatsson, 'Lynch distribuiva giornali per guadagnare, poi incontrò Armani'
Il produttore islandese premiato a Locarno: "I giovani inseguano i loro progetti"
(di Laura Valentini) Arrivare a Hollywood da una comunità di pescatori in Islanda, a un'ora da Reykjavik, e rivoluzionare l'immaginario musicale degli anni '80 con la sua Propaganda Films, imprimendo una svolta originale anche al cinema con film e serie tv come Twin Peaks e Beverly Hills 90210. È l'impresa che è riuscita a Sigurjón 'Joni' Sighvatsson cui il Locarno Film Festival ha voluto rendere omaggio con il Raimondo Rezzonico Award. "Mia madre aveva 18 anni quando sono nato e dall'età di 25 è stata una madre single per me e mio fratello", si racconta il produttore islandese, classe 1952, alle Conversazioni con il pubblico del festival. "La nostra famiglia era molto amante dell'arte, mio nonno era un organista in chiesa e mio fratello era un prodigio musicale: a 12 anni suonava in una pop band e anche io suonavo fino a che nel 1975 abbiamo aperto uno studio di registrazione". Poi l'arrivo al college a Los Angeles con una borsa di studio. "Non sono mai stato un ammiratore degli americani, ma alla fine sono andato a Los Angeles all'American Film Institute, quindi alla fine gli studi me li hanno pagati loro", sottolinea. "Hollywood allora era un sistema chiuso, era difficile entrare nel mondo del cinema, prendevano solo dieci persone l'anno dalla scuola che assegnavano ai vari studios anche per evitare cambiamenti; io per sei mesi ho fatto stage e portavo caffè in giro. La svolta nell'82, quando è stata lanciata Mtv: da lì alcuni miei amici hanno cominciato a fare videoclip musicali e anch'io ho iniziato e a due anni della creazione di Propaganda Films un terzo di tutti quelli prodotti li realizzavamo noi". L'obiettivo principale non era il profitto, racconta ancora il produttore: "Abbiamo iniziato chiamando i nostri amici, c'è un lavoretto da fare e arrivavano. Quel che ci ha unito è che tutti avevano come obiettivo fare lungometraggi, nonostante facessimo dei corti o dei videoclip". Quando "con David Lynch ci siamo incontrati lui non aveva più soldi e la mattina distribuiva il Wall Street Journal in bicicletta, ma qualcuno si lamentò perché non si fermava e lo tirava, così finiva sul prato, si bagnava e per questo fu licenziato. Ma era diventato buon amico di Giorgio Armani che gli chiese di fare una pubblicità televisiva". Il regista statunitense "non era esperto di videoclip, ma aveva sentito parlare di Propaganda e ci ha chiamato e così cominciammo a collaborare per il primo profumo di Armani. Solo che invece di 30 secondi la pubblicità durò 3 minuti e quando Armani lo chiamò per lamentarsi David gli disse 'lei paga per 30 secondi e le dò 3 minuti' e lo stilista con grande intelligenza rispose 'ok lo daro' così com'è, senza tagli'". Da lì il sodalizio regista-produttore che portò alla realizzazione di Cuore selvaggio (Wild at Heart), scritto e diretto nel 1990 da Lynch e basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford. "Glielo mandai e lui lo cominciòa scrivere senza neanche un contratto: 'lo scrivo e lo faccio', mi disse e il film fu un successo e per me resta quello a cui sono più legato". Poco tempo dopo il regista statunitense si impegnò nella serie tv Twin Peaks con Mark Frost. "Più o meno nello stesso periodo David e Mark hanno scritto un pilota, Twin Peaks. Bisogna capire che fin lì tv e cinema erano due mondi separati; David voleva girare con la sua troupe e da Abc gli diedero solo un milione e mezzo. Così abbiamo cercato altri finanziamenti e alla fine fu il pilota più costoso nella storia della tv". Sighvatsson è stato anche testimone del grande pentimento di Lynch, quello di aver lavorato a Dune (1984) prodotto da Dino De Laurentiis senza averne il controllo creativo: "Mi disse che fu l'esperienza più drammatica della vita: del girato di Dune al produttore non piaceva niente e anche se quel film è diventato un classico non ebbe successo. Questo, mi disse David, mi ha insegnato a non lavorare mai senza avere il controllo creativo del film". Che consiglio darebbe ai giovani cineasti? "All'epoca il cinema era un sistema chiuso e noi siamo entrati dalla porta posteriore, con i videoclip e le serie televisive, poi abbiamo fatto film strambi e siamo riusciti a creare un genere completamente nuovo con grandi registi come David Lynch. Io dico che bisogna fare quello che si vuole e farlo anche a basso costo, ormai si lavora anche con il telefonino, non è necessaria una grande struttura come all'epoca".
Ch.Campbell--AT
