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>>>ANSA/ Barbora Bobulova, 'io attrice moderata vorrei fare Kill Bill'
"Non sopporto l'arroganza e amo invece Cate Blanchett"
(di Francesco Gallo) "Mi piacerebbe interpretare un personaggio completamente diverso da quelli che ho fatto finora: una specie di Kill Bill. Fare insomma un film d'azione alla Tarantino con tanto di spada e combattimenti. Questo sì che mi divertirebbe davvero". Detto da Barbora Bobulova tutto questo vale anche di più e, allo stesso tempo, si capisce meglio visto che la sua recitazione ha sempre evitato gli eccessi e preferito la sottrazione. L'attrice di origine slovacca, che stasera ritirerà l'Ischia Film Award alla ventiquattresima edizione dell'Ischia Film Festival di Michelangelo Messina, si racconta nell'isola parlando di età, recitazione, Bellocchio e tempo che passa. "Secondo me le preoccupazioni, le responsabilità, le ansie vengono andando avanti con l'età. A vent'anni non hai paura di sbagliare, ed è una cosa meravigliosa. Ti lanci, non pensi alle conseguenze. Noi adulti pensiamo troppo al dopo", dice l'attrice. Cosa pensa di Marco Bellocchio che l'ha coinvolta nel 'Principe di Homburg' nel 1997? "Secondo me, è uno dei pochi registi che continua a essere curioso, ad osare. Si è preso anche un bel rischio trent'anni fa: come poteva sapere che sarei riuscita davvero a imparare tutta quella parte a memoria? Ci sono pochi registi che hanno il coraggio di andare oltre. Tendiamo tutti a rimanere nella nostra comfort zone. Quando mi ha coinvolto recentemente in Portobello, l'ho trovato identico. Mi sono chiesta: 'Com'è possibile?'. Non è invecchiato". Com'è stato recitare nel film 'Separazioni', storia di un lutto familiare da elaborare, in questi giorni in sala? "In generale non amo esteriorizzare le emozioni. In questo film, in particolare, la cosa più difficile era trovare quello stato d'animo -osserva l'attrice - Era fondamentale arrivare a quella condizione interiore. Con il regista Stefano Chiantini mi sono trovata molto bene, eravamo in grande sintonia, perché ho capito subito che voleva raccontare questa storia con molto pudore, molta riservatezza. Perciò era fondamentale trovare dentro di me quello stato d'animo che mi avvicinasse al dolore del personaggio". Che tipo di rapporto instaura coi registi? "Sono una persona che si affida moltissimo al regista. Quasi come fosse una guida spirituale, con gli anni, però, ho capito che il regista non sempre ha ragione. Prima invece mi affidavo ciecamente". Cosa non sopporta oggi? "Sono diventata abbastanza intollerante all'arroganza, alla maleducazione, alla presunzione e agli ego smisurati - aggiunge - Nel nostro mestiere è normale: attori e registi hanno in genere un ego forte però quando si superano certi limiti diventa qualcosa che faccio fatica a sopportare". C'è qualche regista con cui le piacerebbe lavorare? "Ce ne sono tanti. Mi piacerebbe molto lavorare con delle registe come Valeria Golino, per esempio, che considero bravissima". Quali sono stati i suoi modelli come attrice? "Avendo iniziato nel mio Paese, i miei primi modelli sono stati soprattutto attori cecoslovacchi, che qui probabilmente conoscono in pochi. Tra le attrici che ammiro di più c'è sicuramente Cate Blanchett, credo sia un'interprete capace di fare qualsiasi cosa sempre con una credibilità straordinaria. Naturalmente ammiro moltissimo anche Meryl Streep e le attrici francesi come Juliette Binoche e Isabelle Huppert", conclude Bobulova.
W.Moreno--AT