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'Il Delitto del 3° Piano' tra commedia e thriller alla Hitchcock
In sala il film 'multistrato' con Casta, Lellouche e Gallienne
(di Francesco Gallo) Una commedia francese divertente con un autentico brivido alla Hitchcock, un'opera multistrato piena di citazioni, che mentre sorridi ti porta senza che te ne accorga dentro un thriller pieno di suspence. Questo il piccolo grande miracolo de 'Il Delitto del 3° Piano' di Rémi Bezançon, film da non perdere che si ispira da una parte a 'La finestra sul cortile' e, dall'altra, a 'Misterioso omicidio a Manhattan' film del 1993 scritto, diretto ed interpretato da Woody Allen. Ambientato in un elegante palazzo borghese il film, in sala con Notorius Pictures, racconta la storia di Colette (Laetitia Casta), docente di cinema alla Sorbona e appassionata di Hitchcock, e di suo marito François (Gilles Lellouche), celebre autore di thriller vittoriani, una coppia senza più troppo entusiasmo immersa ormai in una ripetitiva quotidianità. Tutto si anima quando la donna inizia a spiare la coppia che vive di fronte a loro al terzo piano e si convince, in base a tutta una serie di inquietanti indizi, di aver assistito a un delitto, quello perpetrato dall'improbabile attore teatrale Yann (Guillaume Gallienne) ai danni della moglie sordomuta. Nasce così un gioco voyeuristico che si trasforma ben presto in un'ossessione, perché Colette coinvolge sempre di più il marito François in questa indagine, facendogli affrontare tutta una serie di imprese con cui lo scrittore si misura al solo scopo di ridiventare di nuovo 'visibile' alla moglie che da anni lo dà per scontato. "Ho sempre avuto voglia di giocare con la porosità tra il reale e la finzione, e con questa idea che la fiction possa influenzare le nostre vite - dice il regista de 'Il primo giorno del resto della tua vita' -. François è un personaggio ancorato alla realtà, ma con la mente costantemente occupata a creare storie; Colette, invece, vive immersa nell'universo angosciante di Hitchcock, che insegna alla Sorbona, al punto da farvi riferimento anche nei momenti più critici della sua vita. Mi interessava raccontare come questi due mondi possano dialogare tra loro, fino a confondersi. E, in fondo, mi piaceva l'idea che ciò che salva una coppia sia proprio la finzione". E ancora Rémi Bezançon: "Il Delitto del 3° Piano è nato come un gioco, ma anche come una dichiarazione d'amore al cinema. È un film costruito per strati: un'indagine, una riconquista amorosa, un omaggio ai registi che amo. Ho sempre immaginato i miei film come una sorta di caccia al tesoro, disseminata di riferimenti e di indizi, e anche qui ci sono 'clins d'œil' (strizzatine d'occhio) più o meno evidenti, non solo a Hitchcock ma anche ad altri cineasti e, in modo più discreto, ai miei stessi film. La difficoltà principale è stata quella di trovare il giusto equilibrio tra i generi".
F.Wilson--AT