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Netflix rilancia i dubbi sull'autore di Napalm Baby
Mentre è giallo sull'archivio del fotografo di Urla del Silenzio
(di Alessandra Baldini) Mentre Netflix rilancia i dubbi sull'autore dell'iconico scatto Napalm Baby, è giallo sull'archivio di Al Rockoff, il leggendario fotografo degli abusi dei Khmer Rossi cambogiani a cui ha dato il volto John Malkovich nel film del 1984 The Killing Fields - Urla del Silenzio. Le scatole dove gli storici scatti erano conservati nel magazzino-casa di Rockoff in Florida da un anno non sono più al loro posto: sottratte, secondo amici dell'ardimentoso fotografo che rischiò la vita in Vietnam e Cambogia per documentare senza filtri gli orrori della guerra, in assenza del suo consenso informato. Rockoff ha oggi 77 anni, una diagnosi di stress post traumatico e alterni problemi di rabbia e assenza di memoria. Secondo l'ex moglie Victoria Bornas, che continua a prendersi cura di lui, sarebbe stato un collezionista di cimeli del Vietnam, Brad Bledsoe, ad avvicinare, attraverso un amico comune, l'ex fotografo, a quel punto fisicamente ed economicamente male in arnese, convincendolo a cedergli l'intera collezione di negativi. Interpellato dal New York Times, Bledsoe ha detto che sarebbe stato invece lo stesso Rockoff a chiedergli di salvare le immagini prima che andassero perse o danneggiate: "Voleva che preservassi la sua eredità e che fossi il custode del suo lascito", ha dichiarato Bledsoe. Difficile ricostruire la verità, persa nella nebbia di guerre lontane, la stessa nebbia che vela l'identità dell'autore di Napalm Baby, la leggendaria foto di una bambina nuda in fuga dall'incendio del villaggio di Trang Bang. Con l'acquisto del documentario The Stringer del cineasta vietnamita-americano Bao Nguyen, Netflix si prepara a rilanciare i dubbi. Per quello scatto, che contribuì a definire gli orrori del del Vietnam, il fotografo Nick Ut dell'Ap vinse il Pulitzer. Secondo merito, secondo The Stringer: a scattare una delle foto di guerra più famose della storia, secondo il documentario fu invece Nguyen Thanh Nghe, un oscuro freelance arrivato sulla scena come autista di una troupe della Nbc. Sia Ut, che ha fatto causa agli autori del film, che l'Ap continuano a sostenere la sua paternità sull'immagine. Il film ha debuttato al Sundance Film Festival a gennaio, ma ora, grazie al colosso dello streaming, raggiungerà un pubblico più ampio. Il documentario segue il giornalista Gary Knight alla ricerca di Nghe dopo l'ammissione-bomba dell'ex photo editor della Ap di Saigon, Carl Robinson, che Ut non scattò la famosa foto. Knight nel film ascolta storie rimaste inascoltate per mezzo secolo che indicano Nghe come il vero fotografo. In un'intervista ad Axios, il regista ha ammesso di aver esitato a prendere in mano il progetto, perché "Nick Ut è un eroe nella nostra comunità", ma di aver alla fine accettato "per rispetto verso il dovere del giornalismo di perseguire la verità e i fatti".
A.Moore--AT