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Steve Della Casa, la sinistra non ha mai amato l'Albertone
In sala 'Siamo in un film di Alberto Sordi?'
"Era considerato un qualunquista, uno specchio dell'Italia nel quale la sinistra non si riconosceva, ma in fondo era solo lo specchio dell'Italia e basta". Così Steve Della Casa parla con l'ANSA del suo documentario, firmato insieme a Caterina Taricano, dal titolo non a caso: 'Siamo in un film di Alberto Sordi?' (frase ironica e dispregiativa di Nanni Moretti in 'Ecce Bombo'), che arriva nelle sale cinematografiche solo il 3, 4 e 5 novembre distribuito da Altre Storie. "Sicuramente Sordi non era uno di sinistra, ma neppure uno di destra. Uno che, se si guarda bene, ha fatto anche personaggi fortemente anticonformisti: basti pensare a 'Tutti a casa', in cui prende in giro certe cose precise. Era uno insomma che i problemi se li poneva. La sinistra - aggiunge Della Casa - ha sempre avuto un pregiudizio nei confronti dei comici: se uno fa ridere è comunque uno di serie B, uno che non dice cose serie. Una cosa questa ovviamente non vera". E ancora: "A differenza dei molti lavori già realizzati sull'argomento, il documentario si è proposto di raccontare i motivi per i quali Alberto Sordi ha avuto in vita anche numerose prese di posizione in negativo da parte di critici e colleghi. I suoi personaggi infatti erano decisamente cinici e scomodi e questo gli ha procurato parecchie stroncature che erano legate soprattutto alla sua collocazione politica e alla sua mancata adesione alle molte battaglie politiche sostenute da gran parte del cinema italiano. Inoltre, la sua graffiante ironia risultava spesso sgradita all'estabilishment, che in diverse occasioni gli ha rivolto critiche molto pesanti". 'Siamo in un film di Alberto Sordi?' ricorda l'artista attraverso molte scene di repertorio e interviste ad esponenti dello spettacolo e della cultura, tra cui Giuliano Montaldo, Nicola Piovani, Ascanio Celestini, Vincenzo Mollica, Riccardo Rossi e Steve Della Casa.
R.Lee--AT
