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Oksana Lyniv trionfa a Bologna nel Siegfried di Wagner
Ovazioni anche per cast con Heim, Schmidlechner, Mayer e Saric
(di Nicola Pirrone) Il suo contratto da direttrice musicale è scaduto lo scorso dicembre, ma l'allora sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Fulvio Macciardi, non l'ha rinnovato lasciando al suo successore la decisione: Oksana Lyniv la scorsa settimana è tornata dunque da direttrice ospite sul podio della sua ex orchestra, sul quale tante volte è stata protagonista nell'ultimo triennio, per completare il ciclo nibelungico di Richard Wagner affrontando il terzo titolo della saga, Siegfried. Vi è tornata da vincitrice, proprio come il Radames della verdiana Aida, e con tanto di marcia trionfale: quella dei mille spettatori dell'Auditorium Manzoni che, sia venerdì sera che domenica pomeriggio, l'hanno abbracciata con lunghissime, interminabili ovazioni, alle quali si sono uniti anche i professori dell'orchestra. Così, dopo L'oro del Reno e Walkiria, la direttrice ucraina (prima donna a salire sul podio di Bayreuth e prima donna direttrice musicale di una Fondazione lirico-sinfonica italiana) ha aggiunto un altro importante tassello alla sua prima Tetralogia, il faraonico progetto partito lo scorso anno, al completamento in ottobre con Il crepuscolo degli Dei. Due serate di grandi emozioni grazie alla prova superba di Lyniv e dell'orchestra bolognese, nonostante le poche prove disponibili: le rappresentazioni sono state in forma di concerto e dunque trattate alla stregua dei concerti sinfonici nonostante fossero inseriti in stagione operistica; basti pensare che non è stato stampato neppure il consueto libretto di sala con i testi dell'opera, resi disponibili con sovratitoli. Ciò che ha contribuito al grande successo dei due spettacoli è stata anche la presenza di un cast di assoluto rilievo, dove ogni cantante era al posto giusto e nella giusta forma, a cominciare dal protagonista Siegfried, il tenore Michael Heim chiamato poche settimane prima a sostituire l'annunciato Peter Wedd e dunque costretto a leggere la parte. Veri e propri trionfatori sono stati però Matthäus Schmidlechner e Thomas Johannes Mayer, il primo un Mime incredibilmente autentico e padrone della scena, il secondo un viandante di lungo corso, un artista che padroneggia Wagner con non chalance da tantissimi anni: è uno dei pochi cantanti che ha affrontato tutti ruoli baritonali scritti dal compositore tedesco! E poi, l'Alberich di Claudio Otelli, volto noto per aver partecipato anche ai primi due capitoli, voce potente da fiume in piena; e la strepitosa e commovente Brünnhilde di Sonja Šarić che appare negli ultimi venti minuti nel duetto finale con Siegfried. Nelle brevi parti di Fafner, Erda e Waldvogel sono stati molto applauditi anche Sorin Coliban, Bernadett Fodor e Julia Grueter. Eccellente il primo corno dell'orchestra, Paride Canu, nell'impegnativo e coinvolgente, assolo di Siegfried del secondo atto.
T.Wright--AT
