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La musica riduce lo stress nel cervello, osservato il meccanismo
Rinforza e riorienta le connessioni tra le regioni cerebrali
È noto che la musica può aiutare a contrastare lo stress, ma finora i meccanismi biologici con i quali ciò avviene sono rimasti oscuri. Adesso, lo studio guidato dall'Accademia Cinese delle Scienze e pubblicato sulla rivista dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, ha permesso di fare luce sul meccanimo la questione: grazie alla risonanza magnetica funzionale, ha osservato che la musica riesce a rinforzare e riorientare le connessioni cerebrali che uniscono le regioni deputate all'elaborazione dei suoni e quelle coinvolte nella regolazione dello stress. La scoperta può portare all'elaborazione di nuove strategie per la riduzione di queste emozioni negative, che costituiscono una minaccia crescente per la salute mentale e fisica. I ricercatori coordinati da Yi Du hanno fatto eseguire ai volontari, divisi in due gruppi da 30 individui di circa 23 anni, dei calcoli matematici complessi, che hanno indotto segnali di stress come l'aumento della frequenza cardiaca e livelli elevati di cortisolo, l'ormone dello stress. Nei minuti successivi, li hanno poi sottoposti all'ascolto di musica rilassante o di suoni della natura: i primi hanno recuperato più rapidamente una frequenza cardiaca normale e un umore positivo rispetto a coloro che hanno ascoltato suoni naturali. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato la risonanza magnetica funzionale per osservare il cervello di un ulteriore gruppo di 30 partecipanti. I risultati mostrano che le musica non offre semplicemente una distrazione dai compiti svolti precedentemente, ma rafforza i percorsi cerebrali coinvolti nell'ascolto e nell'elaborazione dello stress. Particolarmente efficace è l'ascolto di musica strutturata, caratterizzata da fasi nelle quali la tensione crescente viene poi liberata.
R.Garcia--AT