-
MotoGP Qatar: Bezzecchi domina a Lusail, Marquez rinvia il titolo
-
Muric 6, Laurienté 4,5: le valutazioni di Feralpisalò contro il Roma
-
Dreame SF25: recensione del tritarifiuti che riduce i rifiuti organici del 90%
-
Tesla interrompe la produzione del Cybertruck nel 2027 per il Cybercab
-
Sanità privata e SSN: la critica alle liste d'attesa infinite e alla burocrazia
-
Vista dell'aquila: sfatiamo il mito delle otto volte migliori
Dalla luce una nuova tecnica per studiare le cellule senza alterarle
Permetterà di comprendere meglio processi biologici alla base di molte malattie
Grazie alle proprietà della luce, è stata messa a punto una nuova tecnica che consente di studiare le cellule viventi in condizioni naturali, senza alterarle: è il risultato ottenuto da tre ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova coordinati da Alberto Diaspro, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Optics Letters. La tecnica permetterà di osservare e comprendere meglio processi biologici fondamentali, come l'organizzazione del Dna all'interno del nucleo, che sono alla base di molte malattie, dai tumori alle patologie neurodegenerative come l'Alzheimer. Il microscopio ottico è uno strumento indispensabile per lo studio delle cellule, perché consente di osservarle nel dettaglio usando la luce naturale. Il problema è che le cellule sono per lo più trasparenti, e dunque quasi invisibili se non trattate con mezzi di contrasto. Nel tempo sono, perciò, state sviluppate tecniche come la microscopia a polarizzazione, che mette in evidenza specifiche componenti cellulari grazie alla luce polarizzata, e la microscopia in campo oscuro, che illumina solo i contorni del campione per far emergere dettagli rilevanti. Ora, i ricercatori dell'Iit hanno combinato questi due metodi, ottenendo una nuova tecnica che garantisce un maggior livello di dettaglio senza ricorrere alla fluorescenza, e dunque preservando l'integrità dei campioni. Il prossimo passo consisterà nel migliorarla ulteriormente attraverso l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale. "L'idea - afferma Nicolò Incardona, primo autore dello studio insieme a Paolo Bianchini - è quella di utilizzare questa tecnica per studiare la cromatina, il complesso formato da Dna e proteine che si trova nel nucleo delle cellule. Capire come la cromatina è organizzata e come cambia nel tempo è fondamentale per comprendere numerosi processi biologici e per individuare le alterazioni alla base di molte malattie".
T.Sanchez--AT