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Mondiali: Ulivieri, "Usa-Messico-Canada 2026 insegna che lo ius soli è necessario"
Presidente Asso-allenatori, "23% dei calciatori gioca per nazioni in cui non è nato"
"Se 292 calciatori su 1248 (ovvero il 23,4%) non sono nati nella nazione per cui stanno giocando significa che il mondo reale è complesso e questa complessità bussa anche alla nostra porta". Renzo Ulivieri, presidente degli Associazione Italiana Allenatori Calcio, rilancia l'introduzione dello 'ius soli' per meriti sportivi. L'ex tecnico, in un intervento sul sito dell'AIAC, cita il caso Francia "che ha ormai 30 anni" e sottolinea che "basta prendere le rose delle sette nazionali europee arrivate agli ottavi di finale, come la Svizzera per esempio, per rendersi conto di cosa stiamo parlando". "Come si fa a non vedere che lo 'Ius Solis', declinato magari in forma mediata (sportivo, scolastico) è una delle grandi sfide che dovremmo affrontare come Paese, attraverso un dibattito serio e scelte consapevoli, contrastando chi al contrario predica risposte scellerate come la remigrazione?", prosegue Ulivieri. Il numero uno degli allenatori italiani, invita quindi a valutare di intervenire per la "cittadinanza di migliaia di ragazzi e ragazze, già nostri connazionali di fatto ma tenuti ai margini da una normativa e da protocolli burocratici (che scattano dopo i 18 anni) secondo me antistorici".
A.Taylor--AT