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Sinner: prof. Pregliasco 'dal corpo un segnale chiaro, serve uno stop'
'Recupero incompleto, stress, alterazione del sonno: anche i campioni sono umani'
"L'organismo, dopo mesi di impegni ai massimi livelli, ha lanciato un segnale inequivocabile: la necessità di fermarsi e recuperare". Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, analizza il crollo di Jannik Sinner al Roland Garros: il n.1 del tennis mondiale, a un passo dalla vittoria del match contro l'argentino Juan Manuel Cerundolo, ha avuto un black out. "Ero senza energie e non trovavo la via d'uscita" ha spiegato il campione azzurro. "Quanto accaduto deve ricordarci una verità spesso dimenticata: anche gli atleti più forti al mondo restano esseri umani - sottolinea Pregliasco -. Nessun organismo può essere considerato una macchina perfetta e inesauribile. Il quadro descritto - vertigini, nausea, improvvisa perdita di energie - è compatibile con una situazione multifattoriale nella quale possono aver inciso affaticamento accumulato, recupero incompleto, stress agonistico, alterazioni del sonno, condizioni ambientali e possibili fattori metabolici o infettivi. E' sbagliato parlare di colpe". "Quando si arriva a livelli di eccellenza assoluta, il margine tra prestazione straordinaria e sovraccarico fisiologico può diventare molto sottile - conclude Pregliasco -. Non parlerei di errore né di responsabilità individuali. Piuttosto di un organismo che, dopo mesi di impegni ai massimi livelli, ha lanciato un segnale inequivocabile: la necessità di fermarsi e recuperare. Lo sport professionistico moderno impone ritmi estremamente intensi. La vera sfida oggi non è soltanto vincere, ma preservare la salute degli atleti nel lungo periodo".
M.King--AT