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Panatta e l'abbraccio a Sinner, 'ti aspetto a Parigi'
Il campione passa il testimone: "Il più forte al mondo, un orgoglio premiarlo"
(di Matteo Vana) Il passaggio di testimone in un abbraccio. Quando Adriano Panatta è salito sul palco allestito sul Centrale del Foro Italico per premiare Jannik Sinner ogni tassello del puzzle è sembrato finire al proprio posto. Il romano, infatti, era stato l'ultimo italiano, nel 1976, a vincere il torneo di casa. E oggi, 50 anni dopo, è lui stesso ad attendere il nuovo campione degli Internazionali d'Italia per stringergli la mano ed abbracciarlo. "Vedere Jannik vincere al Centrale del Foro Italico ha qualcosa di speciale. Ci siamo parlati, gli ho detto che lo aspetto al Roland Garros perché voglio premiarlo anche lì'", ha svelato lo stesso Panatta uscendo dal Centrale. Un appuntamento, quello dato da Panatta a Sinner, al quale l'altoatesino ha risposto con uno "speriamo" che lascia presagire la voglia di arrivare puntuale, come sempre, scrivendo un'altra pagina indimenticabile di tennis italiano. "Meglio di così non poteva andare, ha vinto un numero uno del mondo, un giocatore straordinario e un ragazzo straordinario - ha detto l'ex campione -. Volevo veramente consegnargli il testimone perché è il più forte al mondo, per me è motivo di orgoglio". "Qui ho vissuto un giorno che mi ha cambiato la vita nel '76. Con le mie vittorie e quelle della Davis il tennis esplose e diventò popolare, anche chi non se lo poteva permettere iniziò a giocarci: lo sdoganammo per tutti, e questo non ce lo leva nessuno. Ritrovare oggi un italiano capace di imporsi con questa personalità e questo gioco mi fa davvero piacere", aggiunge ancora Panatta, pronto a incoronare Sinner, definito "un esempio per tutti, un ragazzo per bene, oltre che molto educato e un campione. Gli faccio le mie congratulazioni". La presenza di Panatta sul Centrale, però, è stata simbolica anche per l'entusiasmo del pubblico romano, pronto ad osannare Sinner ma anche a riservare il meritato tributo al campione del passato con un applauso che ha quasi commosso Panatta. Perché, come aggiunge il campione del '76 in conclusione, "il pubblico romano sa riconoscere chi entra in campo con rispetto e carattere" e, anche nel giorno dell'incoronazione dell'altoatesino, non ha dimenticato chi fece grande l'Italia proprio come oggi ha fatto Sinner.
Th.Gonzalez--AT