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Sarri, "Io non in panchina? Era una provocazione, mai lascerei sola la squadra"
Denuncia per "l'incapacità nel gestire il calcio italiano"
"La mia era solo una provocazione". Così Maurizio Sarri a Dazn prima del derby rispondendo alla domanda sulla sua presenza in panchina dopo che aveva minacciato di non esser presente se si fosse giocato il derby di domenica a ora di pranzo. "Non avrei mai lasciato soli i miei giocatori, ho troppo rispetto nei loro confronti - ha aggiunto -. È solo un esprimere la mia opinione sulla Lega che, secondo me, non sta gestendo al meglio il nostro campionato e il nostro prodotto, che è già in difficoltà di suo. Oggi era una giornata in cui cinque squadre si giocano una partita che vale 70-80 milioni. Sarebbe stata una giornata su cui confezionare un prodotto per farci risalire nell'opinione pubblica mondiale e invece si fa una partita a mezzogiorno". Sarri ha poi concluso: "Se oggi facciamo una brutta partita non è colpa della Lega, ma nell'ultima settimana si è vista una certa incapacità di gestire il calcio italiano. Ci sono troppi aspetti di politica sportiva e pochi esperti di calcio. Se parli con queste persone ti rendi conto che non conoscono il profumo dell'erba. Per loro giocare a mezzogiorno o alla sera è uguale, ma il calcio è un'altra cosa. Servono meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio".
M.White--AT