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Liverpool congela i prezzi dei biglietti, i tifosi fermano i rincari
Dopo le proteste il club di Anfield fa marcia indietro
Il Liverpool fa marcia indietro: dopo settimane di proteste accese e trattative serrate con i gruppi di tifosi, il club di Anfield ha abbandonato il piano triennale di aumenti dei prezzi dei biglietti, annunciando un compromesso: rincaro del 3% legato all'inflazione per la stagione 2026/27, seguito da un congelamento totale per quella successiva, il 2027/28. La svolta - scrive il tabloid Daily Mail - è arrivata dopo che nell'ultima partita casalinga lo stadio si era trasformato in un mare di giallo: migliaia di tifosi avevano mostrato il "cartellino giallo" ai proprietari del Fenway Sports Group, con striscioni recanti la scritta "Attenzione: l'anima di Anfield è in pericolo" e cori contro i vertici del club. In una nota ufficiale, il Liverpool ha confermato l'accordo raggiunto con il proprio Consiglio dei tifosi, precisando che l'aumento del 3% riguarderà i soli biglietti d'ingresso generale e che nessun rincaro è previsto per la stagione seguente. Il gruppo Spirit of Shankly, tra i più attivi nella protesta, aveva già avviato la valutazione di nuove forme di pressione — tra cui l'ipotesi di lasciare vuota la Kop al fischio d'inizio della partita contro il Chelsea di sabato, in parallelo alla campagna "no pound in the ground", con cui si invitavano i tifosi a non spendere nulla presso i venditori dello stadio. "Accogliamo con favore la decisione del club di non procedere con il modello triennale precedentemente annunciato", ha dichiarato Spirit of Shankly, sottolineando come le proteste abbiano prodotto un risultato concreto. Il gruppo ha anche chiesto al Liverpool di esplorare modalità alternative di generazione di entrate, anziché scaricare i costi sui tifosi, impegno che il club ha pubblicamente assunto.
O.Brown--AT