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Sviluppata una terapia mirata per la parodontite basata sulla luce
In grado di attaccare solo i batteri patogeni, lasciando intatti microrganismi buoni
Sviluppata una nuova terapia per la parodontite, diffusa malattia gengivale, basata sulla luce e battezzata terapia foto-antibatterica mirata nel vicino infrarosso: la tecnica prende di mira i batteri nocivi lasciando intatti i microbi benefici, un equilibrio che è stato a lungo difficile da raggiungere. Si tratta del risultato di un lavoro di ricercatori dell'Università di Nagoya. I loro risultati, pubblicati sul Journal of Translational Medicine, indicano la possibilità di un approccio alla salute orale più preciso e meno invasivo. La parodontite, si sviluppa quando l'equilibrio dei batteri nella bocca si altera. I microbi benefici diminuiscono, mentre quelli nocivi prendono il sopravvento. Tra queste specie nocive, una spicca in particolare: Porphyromonas gingivalis svolge un ruolo centrale nell'innescare l'infiammazione, rimodellando l'intera comunità microbica della bocca. Man mano che l'infiammazione si diffonde, danneggia i tessuti e l'osso che sostengono i denti. Nel tempo, questo può portare alla perdita dei denti e a un dolore persistente. Gli effetti possono estendersi oltre la bocca. La parodontite è stata collegata a patologie come il diabete e l'artrite reumatoide. I trattamenti tradizionali come ad esempio l'igiene dentale cercano di eliminare i batteri. Sebbene questi metodi possano ridurre l'infezione, spesso eliminano sia i microbi dannosi che quelli benefici. Il team di ricerca ha pensato a un metodo sviluppato inizialmente per il trattamento del cancro, la fotoimmunoterapia nel vicino infrarosso, che utilizza la luce per attivare un composto terapeutico. Ha adattato questo approccio per combattere i batteri del cavo orale, sviluppando la terapia fotoantibatterica mirata nel vicino infrarosso. La terapia è mirata e si concentra su una specie chiave.Al centro del metodo c'è uno speciale anticorpo specifico contro Porphyromonas gingivalis. L'anticorpo è legato a un colorante fotosensibile. Quando esposto alla luce nel vicino infrarosso, il colorante si attiva e l'anticorpo distrugge i batteri bersaglio. Nei primi test di laboratorio, la terapia ha mostrato una precisione notevole. Il composto anticorpo-colorante si è legato solo a Porphyromonas gingivalis. Altri batteri e cellule gengivali umane sono rimasti inalterati. Una volta attivato dalla luce, il composto danneggia la membrana esterna dei batteri nocivi. Il danno è sufficiente a uccidere la cellula. Questo meccanismo si differenzia dai trattamenti tradizionali, che spesso distruggono completamente i batteri. Per ora i ricercatori hanno testato la terapia su cellule gengivali umane per osservarne la risposta, con risultati incoraggianti. Le cellule esposte al trattamento hanno continuato a crescere e a guarire normalmente. Questi risultati suggeriscono che il nuovo approccio può rimuovere i batteri nocivi senza danneggiare i tessuti circostanti. La terapia ha funzionato anche su animali con malattia gengivale. Naturalmente serviranno test sull'uomo per promuoverne efficacia e sicurezza in via definitiva.
Y.Baker--AT