-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
-
È morto Giovanni Gentile, editore e presidente della casa editrice Le Lettere
-
Amburgo, occupato il campus dopo le proteste: intervengono reparti speciali
Studio, gli alimenti ultra-processati non sono nutrizionalmente uniformi
La Fondazione Fegato analizza 13mila prodotti, il 64% ha un Nutri-Score D o E
Gli alimenti ultra-processati non costituiscono un gruppo nutrizionalmente uniforme e il 64,3% di oltre 13mila prodotti analizzati è stato classificato con un Nutri-Score D o E, le due categorie meno favorevoli dal punto di vista della qualità nutrizionale. È questo il principale risultato di un nuovo studio condotto dalla Fondazione italiana fegato, in collaborazione con l'Università di Trieste e il Philippine Council for Health Research and Development, e pubblicato sulla rivista scientifica Foods. Lo studio è stato realizzato dall'Unità di ricerca Masld della Fif e firmato da Melvin Bernardino, Julia Theresa Regalado, Silvia Gazzin, Claudio Tiribelli e Natalia Rosso. Un totale di 13.025 prodotti ultra-processati commercializzati in Italia - riporta una nota - sono stati valutati sia in base al loro livello di trasformazione industriale sia considerando la composizione nutrizionale, il Nutri-Score, la densità energetica e la presenza di combinazioni di nutrienti associate all'iperpalatabilità. I risultati mostrano che, pur appartenendo tutti al Gruppo 4 della classificazione Nova, corrispondente agli alimenti ultra-processati, i prodotti differivano notevolmente per caratteristiche nutrizionali, densità energetica e iperpalatabilità. "Il nostro studio mostra che classificare un alimento esclusivamente in base al suo livello di trasformazione industriale potrebbe non essere sufficiente per comprenderne pienamente il potenziale impatto sulla salute", spiega Bernardino, autore corrispondente dello studio. "Gli alimenti ultra-processati differiscono notevolmente tra loro. Per valutarli in maniera più completa è necessario considerare anche la loro composizione nutrizionale, in particolare - conclude - i nutrienti critici come grassi totali, grassi saturi, zuccheri e sale, oltre alla densità energetica, all'iperpalatabilità e al ruolo che svolgono nell'alimentazione complessiva".
A.Clark--AT