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Embolia polmonare e tumori, un algoritmo potrebbe evitare una Tac su 5
Trombosi o morte entro 90 giorni per l'1,8% del gruppo Years contro 5,5% di quello con Tac
L'algoritmo 'Years' potrebbe portare a evitare fino a una Tac su 5 nei pazienti oncologici con sospetti di embolia polmonare. Emerge da uno studio internazionale Hydra al quale ha dato un importante contributo la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, pubblicato su Jama e presentato al congresso della Società internazionale per le Trombosi e Emostasi (Isht). Chi ha un tumore e si presenta in pronto soccorso con il sospetto di un'embolia polmonare viene quasi sempre indirizzato verso l'angio-Tac del torace. È la prassi consolidata, dettata dal fatto che la presenza di un tumore aumenta di per sé il rischio di patologie trombo-emboliche (per un'ipercoagulabilità del sangue) e che, nei pazienti oncologici, il dosaggio del D-dimero nel sangue - utile nella popolazione generale per escludere l'embolia senza ricorrere agli esami radiologici - non sia un biomarcatore di trombosi affidabile. Ma in futuro questa prassi potrebbe essere rivista. Hydra suggerisce infatti la possibilità di una terza via. Condotta in 21 ospedali tra Paesi Bassi, Italia, Svizzera, Belgio, Francia e Spagna, la ricerca ha arruolato, tra il 2019 e il 2025, 698 pazienti oncologici con sospetta embolia polmonare. I partecipanti sono stati assegnati a due percorsi diagnostici: da un lato l'algoritmo Years, che combina la valutazione di tre criteri clinici con un valore soglia di D-dimero, ricorrendo alla Tac solo quando necessario; dall'altro l'angio-Tac eseguita sistematicamente su tutti. "Tra i pazienti nei quali l'embolia era stata esclusa al basale - afferma Roberto Pola, direttore della Uosd Percorso Trombosi di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs - l'evento primario, cioè la trombosi venosa o la morte correlata a embolia polmonare entro 90 giorni, si è verificato nell'1,8% del gruppo Years contro il 5,5% del gruppo gestito direttamente con la Tac. Una differenza che conferma la non inferiorità dell'algoritmo rispetto allo standard diagnostico attuale, con margini statistici ampiamente rispettati". Il dato che potrebbe avere un impatto significativo sulla pratica clinica è che, applicando alla popolazione oncologica l'algoritmo Yars, 77 pazienti su 352 (cioè il 22% del totale, 1 su 5) hanno potuto evitare del tutto l'esame clinico.
O.Ortiz--AT