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Gimbe, in 12 anni 'sottratti' al personale sanitario 33 miliardi
Cartabellotta, "un saccheggio di risorse pubbliche che ha indebolito il capitale umano"
Nel periodo 2012-2024 la voce destinata al personale nella spesa sanitaria pubblica ha visto un calo di oltre il 3%, passando dal 39,7% del totale della spesa nel 2012 al 36,6% del 2024. Si tratta dell'equivalente di 33 miliardi di euro, 12 dei quali nell'ultimo biennio. È quanto segnala il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, durante l'evento "Diritto alla Salute e Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: la Sfida del Capitale Umano" in corso alla Sapienza Università di Roma. Si tratta di "un saccheggio di risorse pubbliche di tale entità che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità cruciali per il funzionamento del sistema", ha detto Cartabellotta. Il presidente Gimbe ha ricordato come il calo di risorse sia strettamente connesso anche alla carenza di medici e infermieri, soprattutto in alcune specialità: al 1° gennaio 2025, per esempio, mancavano 5.700 medici di medicina generale. Ancora più grave la situazione degli infermieri: con un tasso di 6,9 professionisti per mille abitanti l'Italia è al 23° posto su 31 Paesi europei dell'area Ocse. "La professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno", ha affermato Cartabellotta. "Nell'anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili". Il calo di attrattività della professione medica e infermieristica nel pubblico, secondo Cartabellotta, ha prodotto "fenomeni quali pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie, fuga verso il privato e l'estero". Il fenomeno dei gettonisti che nel biennio 2024-2025 ha assorbito oltre un miliardo di euro è uno dei riflessi di questa emergenza. "Il servizio sanitario nazionale è uno dei patrimoni più importanti della nostra Repubblica", ha affermato la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni. "Oggi è evidente che la sua sostenibilità richiede risorse economiche adeguate, indispensabili per il funzionamento di un presidio così necessario, e una piena valorizzazione del suo capitale umano", ha concluso.
J.Gomez--AT