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Starmer viaggia in Cina e poi in Giappone, il governo Gb formalizza la visita
In partenza una mega-delegazione, obiettivo disgelo su sfondo scossoni con Usa
Keir Starmer parte martedì 27 gennaio per una visita in Cina destinata a cercare di rilanciare, sullo sfondo delle tensioni geopolitiche attuali con il grande alleato americano, gli sforzi di disgelo con Pechino. La missione, anticipata giorni fa dai media, è stata confermata oggi da Downing Street, che ha precisato che il primo ministro laburista - alle prese anche con le forti tensioni interne che agitano il suo governo e il suo partito in casa - farà tappa successivamente in Giappone. Ad accompagnarlo, è prevista un'importante delegazione di ministri - in primis la titolare delle Finanze, Rachel Reeves - e d'imprenditori britannici. La tappa in Cina è considerata il vero piatto forte della missione. "Vi sono in agenda diversi temi in discussione, inclusi il commercio e gli investimenti, ma non solo", ha sottolineato il portavoce. La visita arriva sulla scia del via libera finale dato la settimana scorsa dal governo britannico, col placet dei servizi segreti, alla costruzione di una nuova mega ambasciata cinese nel cuore di Londra, destinata a diventare la più grande sede diplomatica del Dragone in Europa occidentale nell'area dell'ex zecca di Stato del Regno (Royal Mint): progetto atteso da ormai otto anni e rinviato a più riprese, fra le proteste cinesi, a causa dei sospetti d'escalation di azioni di spionaggio e intrusioni nella democrazia dell'isola attribuite alla Repubblica Popolare.
F.Ramirez--AT