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Ong, 'Cuba intensifica la sorveglianza online per reprimere il dissenso'
Prisoners Defenders: 'Popolazione terrorizzata dall'usare i social o WhatsApp'
Il governo cubano ha implementato un sistema di sorveglianza digitale, caratterizzato da spyware e meccanismi di intrusione tecnologica, con l'obiettivo di "neutralizzare il dissenso", secondo il Primo rapporto integrale sulla sorveglianza digitale a Cuba, redatto dall'ong Prisoners Defenders e presentato in una sessione virtuale. Lo studio, basato su 200 testimonianze sia all'interno che all'esterno del Paese, sostiene che il 'castrismo' al potere operi secondo una logica da "Grande Fratello", volta a smantellare "reti sociali, civiche e politiche indipendenti come forma di sottomissione". "C'è terrore tra la popolazione all'idea di pubblicare sui social o persino di usare WhatsApp", ha sottolineato il presidente della Ong, Javier Larrondo. Il 46,5% degli intervistati ha riferito di aver subito un monitoraggio diretto delle proprie comunicazioni su applicazioni di messaggistica. Praticamente tutti (98,5%) hanno riferito di essere stati sottoposti a "sanzioni o minacce" per il contenuto delle loro pubblicazioni. Il campione comprende principalmente attivisti (51%), familiari di prigionieri politici (33,5%) e giornalisti indipendenti (15%), di cui oltre l'80% risiede a Cuba.
E.Hall--AT