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Il regime siriano concede un'altra tregua alle forze curde
Le truppe di Damasco prendono posizione, dando ai curdi 4 giorni per proporre un piano
Il regime siriano ha annunciato in serata un nuovo cessate il fuoco con le forze curde, che si erano ritirate sotto pressione militare nella loro roccaforte nel nord della Siria e abbandonate dall'alleato americano. L'inviato statunitense per la Siria, Tom Barrack, ha dichiarato che la "missione iniziale" dei combattenti curdi, la lotta contro i jihadisti, era terminata e che il nuovo governo siriano era ora in grado di controllare i centri di detenzione dello Stato Islamico istituiti dai curdi. Cacciate da Aleppo all'inizio di gennaio dopo combattimenti mortali, e poi ieri dalle province di Raqqa e Deir Ezzor, le Forze democratiche siriane (Sdf), il braccio armato dell'amministrazione autonoma curda, si sono ora ritirate nel cuore del loro territorio, ad Hasakah. Tutt'intorno, le truppe del presidente islamista Ahmad al-Sharaa hanno preso posizione, dando ai curdi quattro giorni per proporre un piano per la "pacifica integrazione" di questa provincia a maggioranza curda nello Stato. Entrambe le parti si sono impegnate a rispettare il cessate il fuoco durante questo periodo. Il regime siriano, determinato a estendere la propria autorità sull'intero Paese, ha annunciato domenica un accordo con i curdi, raggiunto sotto pressione militare. L'accordo mira a integrare le loro istituzioni civili e militari nello Stato, infliggendo un duro colpo alle speranze di autonomia della minoranza curda, che ha istituito una zona autonoma nel nord e nel nord-est durante la guerra civile (2011-2024).
A.Moore--AT