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Le scorte di gas italiane sfiorano l'80%, l'Ue supera il 61%
Germania per la prima volta oltre il 50%, ma l'anno scorso aveva il 67,5%
Le scorte italiane di gas sfiorano l'80% a oltre 2 mesi dalla chiusura della stagione degli stoccaggi, prevista per il prossimo 31 ottobre. Supera il 61% l'Ue, che rimane però sui livelli minimi dal 2009, mentre si ferma poco sopra il 50% la Germania, che l'anno scorso di questi tempi si trovava al 67,5%. Secondo i dati raccolti da Gas Infrastructure Europe, l'associazione che raggruppa i gestori delle reti nazionali europee, l'Italia è al 79,78%, con un rialzo giornaliero dello 0,26%, a quota 162,3 TWh. Un anno fa però era più avanti, con l'85,56% a 173,7 TWh. Le scorte europee sono al 61,37% a 693,63 TWh, contro il 74,36% a 840,47 TWh del 19 agosto del 2025. Quanto alla Germania, paese con la maggior capacità di stoccaggio pari a 246,5 TWh, le scorte si fermano al 50,06% a 123,4 TWh, contro i precedenti 67,5% a 166 TWh. Intanto sulla piazza Ttf di Amsterdam i contratti future sul mese di settembre cedono lo 0,32% a 63,44 TWh, mantenendosi vicini ai massimi dallo scorso 24 luglio. Il nodo da sciogliere è sempre quello dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita oltre il 20% del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale. Proprio nella vigilia il presidente Usa Donald Trump lo ha definito come un "nuovo territorio degli Stati Uniti", cessando di parlare di un accordo con l'Iran sulla questione.
H.Thompson--AT