-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
Avvocato dei ricorrenti, 'fermo area a caldo ex Ilva, è scacco matto'
Rizzo Striano: 'decreto esecutivo, è iniziato il conto alla rovescia'
Il decreto della Corte d'Appello di Milano che dispone il fermo dell'area a caldo dell'ex Ilva entro 90 giorni rappresenta "uno scacco matto" dopo un lungo percorso giudiziario. Ne è convinto l'avvocato Maurizio Rizzo Striano, che insieme al collega Ascanio Amenduni ha assistito l'associazione Genitori Tarantini nell'azione inibitoria accolta dai giudici milanesi. Per il legale, "la giustizia cammina sulle spalle delle persone" e il risultato ottenuto è stato possibile "senza il coraggio e la determinazione di undici cittadini di Taranto", ma anche grazie al lavoro dei magistrati italiani ed europei che hanno affrontato la vicenda. Rizzo Striano sottolinea la differenza rispetto al provvedimento del Tribunale di Milano che aveva "disposto il fermo dell'area a caldo per il 24 agosto, ma poteva essere evitato se entro quella data il gestore avesse riformulato un riesame dell'Aia sui punti evidenziati impegnandosi poi a realizzare 'in tempi ragionevoli' le nuove conseguenti prescrizioni". "La Corte di Appello - aggiunge - ha disposto il fermo immediato, con provvedimento esecutivo", stabilendo che "gli impianti potranno essere riattivati solo dopo avere completato la totale rimozione dell'amianto ed avere predisposto ogni misura necessaria ad abbattere le polveri sottili". Il legale precisa inoltre che il decreto "non è impugnabile in Cassazione", pur potendo essere modificato o revocato dallo stesso giudice in presenza di "rilevanti novità sopravvenute". A suo giudizio, però, rimuovere l'amianto dagli altoforni e ridurre le emissioni con una produzione di sei milioni di tonnellate annue è "pura fantascienza". "Il conto alla rovescia - osserva Rizzo Striano - comincia da oggi. I 90 giorni (che scadranno il 28 ottobre, ndr) sono il tempo necessario per fermare gli impianti in sicurezza. Se i commissari governativi di Adi e Ilva non dovessero adempiere all'ordine del giudici si esporrebbero a una richiesta di risarcimento danni" e potrebbe configurarsi "la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento inibitorio del giudice". "Dopo tanti scacchi - conclude - questa volta lo scacco è matto".
M.White--AT