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Assolavoro Formazione, ora un nuovo patto pubblico-privato
Il settore cresce, focus sulla programmazione Ue 2028-2034
Il mercato della formazione professionale continua a crescere, ma la vera sfida è costruire il modello che accompagnerà il sistema delle politiche attive dopo la conclusione del Pnrr e del programma GOL. È il messaggio emerso dall'Assemblea generale di Assolavoro Formazione dedicata alla nuova programmazione europea 2028-2034. Secondo i dati di Assolavoro Formazione, nel 2024 il comparto conta 6.408 imprese (+15,2% rispetto al 2022) e supera i 4,1 miliardi di fatturato (+28,2%), sostenuto anche dagli investimenti del Fondo nuove competenze e di GOL. "Si chiude una stagione e se ne apre un'altra. Dobbiamo capire insieme come avviare questa nuova fase, che è strategica non solo per le nostre aziende, ma per il Paese, per il mercato del lavoro, per le politiche attive e per il modello di cooperazione tra pubblico e privato", ha affermato il presidente di Assolavoro Formazione, Agostino Di Maio, indicando nella nuova programmazione europea l'occasione per rafforzare il partenariato tra istituzioni e operatori privati. Sul futuro delle politiche del lavoro è intervenuto anche il direttore generale delle Politiche Attive del ministero del Lavoro, Massimo Temussi, secondo cui l'esperienza di GOL dimostra l'efficacia della collaborazione tra pubblico e privato. "La nuova programmazione europea è un'opportunità per consolidare il modello costruito con GOL. Non possiamo più prescindere da un sistema fondato sulla collaborazione tra pubblico, privato e formazione, in una logica circolare che metta al centro risultati e competitività", ha detto. Un modello che, secondo i partecipanti al convegno, dovrà accompagnarsi a una maggiore semplificazione amministrativa e a un'offerta formativa sempre più orientata ai fabbisogni di competenze di imprese e lavoratori, in un contesto segnato dalla transizione digitale, dall'intelligenza artificiale e dai cambiamenti demografici.
A.Williams--AT