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Borsa: Milano chiude a -1,22%, pesano Stellantis e Fincantieri
Il balzo del greggio favorisce Eni e Saipem, sotto torchio Unicredit
Seduta negativa per Piazza Affari, che ha evitato però il tracollo delle altre borse europee a seguito della rottura della tregua tra Usa e Iran annunciata dal presidente Donald Trump. L'indice Ftse Mib ha limitato il calo al -1,22% a 51.817 punti, tra scambi brillanti per 0ltrte 4,3 miliardi di euro di controvalore. In rialzo a 81,6 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 13,4 punti al 3,9% e quello tedesco di 9,8 punti al 3,09%. Scivolone di Stellantis (-5,78%) che ha richiamato quasi 12mila veicoli a marchio Chrysler negli Usa. Difficoltà anche per Fincantieri (-3,88%), Cucinelli (-3,83%), Ferrari (-3,46%), Amplifon (-2,96%) e Avio (-2,54%). In rialzo sul fronte opposto Eni (+3,66%), Saipem (+3,18%) e Tenaris (+2,6%), spinte dalla corsa del greggio Wti sopra i 75 dollari al barile, del Brent sopra gli 80 e del gas oltre i 49 euro al MWh. Acquisti su Tim (+0,83%) e Snam (+0,74%), cauto rialzo per Recordati (+0,39%) e A2a (+0,34%), insieme a Stm (+0,19%), che ha tentato un minirimbalzo dopo lo scivolone della vigilia sulla scia di Samsung. In campo bancario sotto torchio Unicredit (-2,86%), salita con l'Ops a quasi il 47,6% di Commerzbank. Deboli anche Intesa (-2,33%), Banco Bpm (-1,86%), Mediobanca (-1,39%) Mps (-1,38%) e Bper (-0,94%).
L.Adams--AT