-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
Prandelli (Bocconi), 'le regole dell'Ecodesign miglioreranno la capacità produttiva'
Dal 19 luglio vietato distruggere l'invenduto, intanto saldi al via
Conto alla rovescia per la 'rivoluzione' green nella moda, dal 19 luglio entra in vigore il Regolamento Ecodesign e le grandi aziende non potranno più distruggere prodotti tessili invenduti. L'effetto atteso è duplice: "nel breve periodo un aumento della pressione sulle scorte ma nel medio lungo periodo l'obiettivo è quello di migliorare la pianificazione e orientare in modo più razionale la produzione" spiega Emanuela Prandelli, professoressa associata del Dipartimento di Management e Tecnologia e Lvmh Associate Professor di Fashion and Luxury Management presso l'Università Bocconi, intervistata da ANSA. Il divieto riguarda qualsiasi forma di smaltimento o recupero dei prodotti invenduti: l'unica destinazione ammessa sarà la preparazione per il riutilizzo, incluse le operazioni di ricondizionamento e rifabbricazione. Per le medie imprese il divieto entrerà in vigore il 19 luglio 2030, mentre micro e piccole imprese restano, per ora, escluse. Intanto prendono il via i saldi che, essendo la via più semplice per liberare spazio nei magazzini e monetizzare il più possibile, potrebbero diventare più aggressivi e prolungati trasformandosi in un boomerang, in particolare per i brand di lusso; infatti - spiega Prandelli - se per il fast fashion si tratta "soprattutto di un tema di pianificazione, per evitare la sovraproduzione e i costi economici e ambientali che ne derivano; nel lusso si aggiunge anche il problema di proteggere l'immagine e la desiderabilità del brand, che spesso sono ancorate alla scarsità del prodotto".
A.Anderson--AT