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Allarme Confcooperative Piemonte, 'risaie asciutte, settore al collasso'
"Servono misure di sostegno tempestive"
Confcooperative Piemonte lancia un allarme sulla tenuta del settore del riso: "Con risaie in sofferenza per siccità e caldo, prezzi dimezzati, costi di produzione insostenibili e forte pressione delle importazioni dal Sud-est asiatico, il settore è al collasso". Nell'area tra Vercelli, Novara e Pavia, cuore produttivo italiano, produrre una tonnellata di riso costa infatti 450 euro, ma il mercato la remunera oggi mediamente 300. In alcune aree, sottolinea Confcooperative, le risaie sono asciutte e il riso sta morendo, e le previsioni di temperature fino a 37 gradi rischiano di aggravare ulteriormente la situazione. A questo si somma il ritorno massiccio delle importazioni a dazio zero dal Sud-Est asiatico e in particolare da Vietnam, Cambogia e Myanmar, il calo del valore del dollaro, e l'esplosione dei costi di carburanti, fertilizzanti ed energia. "Ci portiamo dietro da anni - osserva il presidente della cooperativa Risicoltori Piemontesi aderente a Confcooperative, Silvano Saviolo - problemi che oggi sono esplosi tutti insieme. Una crisi del genere non si è vista dal dopoguerra. Oggi molte aziende vendono sottocosto. Si può resistere un anno, forse due, ma se questa condizione diventa strutturale l'agricoltura finisce". "Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile - evidenzia Domenico Sorasio, segretario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte - mentre i mercati sono inondati da riso asiatico a prezzi stracciati, le nostre eccellenze vengono svendute sottocosto". E' necessario, sostiene Confcooperative, che "il comparto risicolo venga considerato una priorità strategica e che siano attivate misure tempestive per sostenere le aziende, rafforzare gli strumenti di salvaguardia, limitare gli squilibri generati dalle importazioni e promuovere una programmazione condivisa tra agricoltura, cooperazione, industria e istituzioni".
W.Stewart--AT